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Il Manifesto fondativo

Siamo persone, Movimenti Civici Territoriali, Partiti, che si sono “messi in gioco” candidandosi, essendo eletti, amministrando, facendo opposizione, a livello locale, nazionale ed europeo, nella coalizione di centrosinistra ma non appartenenti ai partiti rappresentati in Parlamento e personalmente chiamati all’impegno da una formazione cristiana e laica accomunata dai grandi valori costituzionali della nostra democrazia.Sentiamo la …

Siamo persone, Movimenti Civici Territoriali, Partiti, che si sono “messi in gioco” candidandosi, essendo eletti, amministrando, facendo opposizione, a livello locale, nazionale ed europeo, nella coalizione di centrosinistra ma non appartenenti ai partiti rappresentati in Parlamento e personalmente chiamati all’impegno da una formazione cristiana e laica accomunata dai grandi valori costituzionali della nostra democrazia.
Sentiamo la necessità di impegnarci insieme e con maggior responsabilità per rispondere ad alcune sfide che riteniamo molto importanti per il nostro tempo.
Il ristabilimento della pace e lo sviluppo del dialogo e della collaborazione tra i popoli. La “guerra mondiale a pezzi” in questi anni si è allargata e saldata in alcune regioni del mondo. Non vogliamo rassegnarci alla inevitabilità della guerra e al riarmo come deterrente. Vogliamo lanciare un nuovo multilateralismo e impegnare Italia e Europa per la costruzione della Pace.
Siamo decisi a fronteggiare la “crisi della democrazia”, che colpisce anche il nostro Paese nei tentativi di “smontare la Costituzione”, nel leaderismo esasperato, nell’astensionismo che cresce, con nuove proposte e nuove modalità di partecipazione politica. La diffusione di sovranismo e particolarismo, ha avvelenato i pozzi della convivenza. Vogliamo un nuovo patto perché tutti contribuiscano al bene comune e vivere bene insieme tra diversi sia la normalità della nostra società.
Siamo consapevoli dell’urgenza di proteggere e sviluppare la “casa comune”. Abbiamo chiari i rischi che il mondo corre per lo sfruttamento indiscriminato delle risorse. Una coscienza umana e politica che ha subito un improvviso arresto e arretramento a causa di guerra, crisi energetica e negazionismo. E questo nonostante i segnali sempre più forti che la natura lancia. A noi appare sempre più evidente che il pianeta è uno e va custodito con sapienza e lungimiranza.
Persone, parole, vita. Molti manifesti politici e programmi elettorali fanno riferimento a principi e valori inalienabili e comuni, ma che spesso sono oggi percepiti come “sepolcri imbiancati”. Principi, idealità e valori vanno invece vissuti in prima persona e chi fa politica deve incarnarli e dimostrarli nella vita pubblica come in quella privata. Serve essere credibili, offrendo coerenza tra ciò che si dice e si vive e quello che attendono i nostri concittadini.
Insieme per il bene comune. Intendiamo valorizzare l’impegno di tanti amministratori locali, spesso impegnati in movimenti e liste civiche, che esprimono la volontà di
servizio per il bene comune, ma spesso sono marginalizzati. Per noi devono essere al centro.
Disuguaglianze e lavoro. Il lavoro o è dignitoso o è sfruttamento. Troppe persone muoiono di lavoro. Non è più tollerabile la moderna schiavitù che vive chi lavora ma rimane povero, chi produce ma non beneficia della giusta parte della ricchezza e del valore prodotto. Il libero mercato e la libera impresa sono un valore da difendere e questo per noi significa anche custodire e, quando necessario, ripristinare le giuste regole per sanare l’abissale divario tra chi ha tutto e chi ha poco e nulla.
Non accettiamo la rassegnazione, divenuta tratto comune di questi tempi, di questa società, di troppe persone. La spinta del nuovo millennio sembra oramai esaurita e grandi orizzonti come quello europeo vengono sentiti sempre più lontani, spinti dall’ondata neo nazionalista che interessa tutto il mondo occidentale, e non solo esso. Si riaffacciano sfacciatamente ideologie nefaste che sembravano definitivamente consegnate alla storia passata e cominciano a nascerne di nuove forse ancor più pericolose. Valori che apparivano patrimonio comune – come i diritti umani e i doveri sociali – sembrano perdere terreno in tutto il mondo. Denatalità, invecchiamento e spopolamento delle comunità appaiono inesorabili e il dio mercato riduce sempre più la dimensione dell’individuo a quella di mero consumatore. Vogliamo rifiutare questa congiuntura come un destino ineluttabile, perché l’umanità ha ancora in sé le forze e le risorse per cambiare la storia e costruire un futuro migliore. Questo è il primo dei motori che ci animano: il rifiuto della rassegnazione e il concreto esercizio della speranza, anche in una politica migliore e all’altezza delle persone, dei tempi e delle sfide attuali e future.
Insieme in una rete che contribuisca a mettere in connessione tanti, che non vogliono cedere all’indifferenza e hanno a cuore il bene comune. Un luogo di persone e di esperienze politiche e amministrative che è e sarà aperto, accogliente, dialogante.

Angelo Chiorazzo – vice Presidente Consiglio regionale della Basilicata – Basilicata Casa Comune,
Paolo Ciani – Deputato e Segretario Democrazia Solidale – Demos, Alberto Felice De Toni – sindaco Udine – Presidente Federazione Quadrifoglio, Giuseppe Irace – Segretario di PER – Persone e Comunità, Stefania Proietti – Presidente Regione Umbria, Marco Tarquinio – Eurodeputato gruppo S&D

Redazione

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